martedì 24 settembre 2013

22 Settembre


Domenica 22 Settembre.

Periodaccio, da una settimana che non pedalo, tra lavoro, lavoretti casalinghi e se non riesco a far le cose come dico io mi scogliono subito, Sabato ho litigato due ore con il cambio, pare prorprio che la gabbia non voglia fare il suo lavoro di tensore della catena, pensare che il gruppo è nuovo, avrà sei massimo sette anni, non ricordo...Comunque... oggi si esce, zoccolo duro del Team presente e in 42 minuti siamo a Broni, si viaggia bene contando su qualche elemento in buona forma che abbassa la media quando si propone come battistrada del gruppo.
Partiti in una mattinata di sole dal paesello ci ritroviamo all' improvviso Pavia ci troviamo all' improvviso avvolti nella nebbia, lo spazio di 500 metri ed è subito Autunno... che palle.
La nebbietta ci accompagna fitta fino a Pietra de Giorgi che raggiungiamo passando da Vicomune, intanto si sono uniti al gruppo Paolo di B. ed un paio di di suoi compagni.
Direzione Montalto per la classica via di Mornico ed il Rosso ma con deviazio a Oliva gessi per la breve ma bella traversata della piccola valle che culmina con la dura salitella che porta a Calvignano e da lì Montalto vien da sè.
Anche oggi Paolo non si smentisce e lo vedo infilarsi nella tasca un bel salame appena acquistato alla bancarella sempre presente in piazza... cosa dire... viva i ciclisti migliori che vanno a pane salame.
Ok, è ora di tornare verso casa, un po' di calma e poi l' andatura comincia ad aumentare, discesa abbastanza veloce e in valle Scuropasso il falso piano aiuta a mantenere alta la velocità,ma anche guadagnata la pianura, nonostante il solito venticello, ci si da dentro... no dai, ragazzi, non lasciatemi davanti a tirare sulla salita del bivio vela che poi mi piglian per il culo...vabbè! giusto perchè siamo inter nos ( e che minchia... era da un po' che volevo scrivere una locuzione in latino... e che volevo scrivere locuzione).
Ma via che che si pedala, sembra si punti alla Vigentina ma il Team non si smentisce mai, momento confusione, raptus ed a un certo punto si devia su stretta strada piena di curve, forse non siete abbastanza stanchi e volete fare qualche rilancio?
Sbuca ti a Cà della Terra si punta Lardirago ma a Due Porte per classici disguidi c'è chi devia nuovamente per la Vigentina, come darvi torto, sicuro la strada è migliore... insomma... ma avvertire prima.
Comunque noi si va dritti e arrivati al rettilineo finale... ragazzi se volete fare i pirla e giocare alla volata finale, prego, io sono cotto...no... nessuno, tutti stanchi.

Cesco

lunedì 16 settembre 2013

14 e 15 Settembre



Sabato 14 Settembre

Uscita pomeridiana con il Team, subito partenza allegra e veloce arrivo a Broni.
Salita a Colombarone(Canneto) e discesa da Palazzina a Montescano, poi la salita di Montù e la discesa verso Stradella per la panoramica.
Viste le previsioni per la Domenica io e Andrea decidiamo di trattenerci ancora un po' in collina e salutato il resto della banda deviamo per Torre Sacchetti, ricalchiamo per pochi km i nostri passi e scendiamo dalla Martinasca per raggiungere la salita che sale a Cigognola dalla strada del cimitero per poi raggiungere la sua sommità dove si trova la bella piazza del castello per il rifornimento idrico.
Discesa dalla ripida stradina che poi si collega alla classica via per Broni e si comincia il ritorno devo dire a buon passo.

Domenica 15 Settembre

Il cielo non sembra così brutto, specialmente verso l' Oltrepò sembra un po' più chiaro, si può tentare.
Il ritrovo però è stranamente poco affollato ed infine alle 8:00 siamo in cinque a partire, io e Andrea, Stefano, Paolo e stamattina c'è anche Gulmini.
Si parte ancora a discreta velocità e la si tiene fino a che Gulmini, preso da raptus, si propone in una tiratona oltre i 40 orari, aveva detto che voleva farsi un giro tranquillo... ma tanto chi ci crede? Le solite frasi a cazzo..."Oggi voglio andare tranquillo"... "Attaccati che andiamo piano"... "Vado avanti piano"...Tutte balle, non credeteci mai.
Intanto si scopre che per un disguido, che non ho ben capito, il resto del Team è partito alle 8:30 e




                                                Dopo una serie di eventi confusi




Io, Andrea e Stefano con un ritrovato Paolo di Belgioioso si sale a Colombarone per  seguire la classica via della costa, è l' occasione per scambiare quattro chiacchiere e qualche battuta con l'amico che ci accompagna fino al bivio per S. Maria, salutatolo noi ci dirigiamo a Crocetta dove decidiamo il percorso di ritorno.
Discesa verso S. Maria con deviazione a Volpara per salire poi a Golferenzo, da lì Pizzo Freddo e la classica cavalcata sulla costa verso Montù e come al solito Stradella e la panoramica vengono da sè.
Ci mettiamo in assetto di ritorno, troviamo un buon equilibrio per la velocità e... ma pare che non si possa stare tranquilli nel nostro brodo, alle nostre spalle un quarto elemento si unisce a noi, poi salta davanti a tirare... poi salta dietro... poi fa strani segni... non lo sooooooooo... non lo soooooooo... sono un cialtrone che sta andando in bicicletta mica uno dell' F.B.I.
La cosa comunque dura fino a Pavia dove il personaggio ci saluta e noi si ritorna nei ranghi, o quasi, visto che sto venticello rompe un po' i coglioni e ci sarà da fare un poco più di fatica per rincasare.

Cesco

martedì 10 settembre 2013

8 Settembre






Domenica 8 Settembre

Giretto con il Team, e non, in questa mattina domenicale.
Partenza in discreto numero si punta verso Broni con buon ritmo pensando al percorso da poter fare.
Visto le varie indecisioni propongo di andare ad affrontare una salita che per i compagni di stamattina è un inedito, quella che da Canavera porta a Sant' Antonio vicinissimo a Torre degli Alberi.
Bisogna raggiungere Montalto, alla fine sotto la pressione di Ezio si decide per la via che passa da Cigognola, decido per la scalata alla piazza dalla scorciatoia seguito da un ignaro Aberto che non conosce questo tratto d' asfalto.
Procediamo poi per Pietra dè Giorgi e la bella cresta di Boffalora e così si arriva a  un Montalto affollato di ciclisti tra cui Leo e Franco che già reduci da un super giro del giorno prima anche oggi non si fanno mancare il sellino sotto al culo.
Per quanto ci riguarda il gruppo si assottiglia, salutati Mellu, Luigi e Alberto e rimasto in compagnia di Marco, Michele, Ezio e Daniele si scende in val Ghiaia per raggiungere Canavera e la svolta per la salita.
Lasciata alle spalle Canavera un paio di saliscendi e poi la stradina scende decisa ed è sempre un brutto segno perchè, come sentenziato da Daniele alla fine della faticaccia:"Non c'è salita più bastarda di quella che comincia in discesa".
Ed infatti eccoci lì a farci prendere a bastonate dalla strada, cinque belle rampe, 21, 20, 18, 19 e ancora un 20% alternate da brevi tratti più dolci... ma neanche tanto.
Ricompattato il gruppetto non ci resta che salire al Carmine e fare rotta su Pometo dove chi t' incontriamo? Dinuovo Leo e Franco, a volte sembra proprio che a girare per l' Oltrepò siano sempre i soliti quattro pirla.
Risalutiamo gli amici e cominciamo la cavalcata verso casa, evitiamo la brutta discesa della valle Scuropasso e puntiamo Santa Maria per discendere la val Versa verso Stradella e guadagnare la via di casa.
Ritorno bello allegro con gruppo compatto e bel lavoro di squadra, mi son divertito.

Cesco

lunedì 2 settembre 2013

31 Agosto

Sabato 31 Agosto

Questa mattina, unico specchio utile per uscire in bici, voglio andare a toccare con mano, o meglio, con le ruote, una salitella di cui narra la leggenda essere molto dura, ma che non mi è mai capitato di affrontare quindi... raggiunto Broni mi dirigo e successivamente imbocco la salita per Cigognola, ancora su a Pietra de Giorgi e poi, dopo il breve passaggio in Valsorda e l' altrettanto breve salita a Mornico, scendo a Losana.
Snobbata la svolta per il Rosso, mi inoltro nella piccola valle del torrente Verzate, e dopo aver pedalato per un po' nel fondo valle ecco la chiara indicazione per Montalto, appena dopo località Coraggioso ... sarà un complimento ai ciclisti che voglion oaffrontare questa salita?
Comunque imboccata la via è subito panico, davanti  a me una rampone da togliere il respiro che il Garmin mi dice toccare il 24%, è in effetti la parte più dura che lascia spazio poi ad un tratto in cui si può riprendere un po' di fiato, proprio poco, poi si ricomincia con pendenze a due cifre.
Si sale per un tratto ancora intorno al 9/10 prima di affrontare l' ultima dura parte dove leggo, nei metri peggiori un 19, poi la pendenza si assesta intorno al 14 fino all' incontro della strada che sale dal Rosso, ormai quasi a Montalto Pavese attraversato il quale mi dirigo in Valle Scuropasso  con classica discesa da Lirio.
Decido di passare in Val Versa, la vicina salita di Michelazza mi porta a Francia dov'è facile poi planare su S. Maria, segue Donelasco via Casale Denari per raggiungere la classica via di Montù e panoramica di Stradella per il ritorno.
Ritorno in compagnia, prima con un trio che all' inizio fa fuoco e fiamme ma esaurisce l' entusiamo dopo qualche km, poi, raggiunto un altro collega, un bel ciclistone di alta statura e anche simpatico, si scambiano due parole, l' amico dovrebbe svoltare ma decide di darmi una mano fino al bivio vela con una bella tiratona, ma vuoi darmi una mano o vuoi uccidermi? Comunque grazie e il resto è storia.

Cesco

lunedì 26 agosto 2013

Delle ferie un po' così...

Accadimenti dall' 8 al 25 Agosto.


Questo post comincia con la storia triste.
Con un ruzzolone, il mio, avvenuto in circostanze più o meno misteriose e drammatiche in quel di Miradolo, con atterraggio su spalla destra e conseguente contatto diretto pelle asfalto visto che indossavo smanicato.
Messi via i grandi progetti e passati una decina di giorni per far guarire le varie botte, soprattutto aspettando che si affievolisse il dolore alla spalla, decido di rimettermi in movimento, ma con calma, un giretto tra argine San Biagio e Parasacco, una capatina a Castana e Scorzoletta, una capatina al mare... senza bici, insomma niente di nuovo.
Però rimessomi un po' in sesto almeno qualche salitella mai fatta in Oltrepò... magari su qualche stradina ai margini dei soliti raid la si può trovare.

Giovedì 22 Agosto

Da un po' sto pensando a Montacuto quindi metto giù un percorsino.
Caso raro raggiungo Casteggio da San Martino e Bressana per poi infilarmi nella cara vecchia val Schizzola. Superato l' omonimo paese e poi a seguire località Carbone seguo l' indicazione per Gravanago, si corre per poco nel fondo valle poi la strada sale. Pendenze intorno al 7/8% con qualche punta a 10 fino al paese.
Sto pedalando parallelamente alla via Schizzola, infatti oltre la valle è chiaramente visibile il castello di Stefanago.
Oltre Gravanago la strada si piazza costante su pendenze del 10% e oltre, ma manca poco alla fine di questa salita di circa 4 km, poi la strada spiana e si ha il panorama sulla val Ardivestra dominata dal castello di Montesegale.
Si scende a Sant'Eusebio, qualche km nel fondo della Andivestra e a Molino della Signore ecco l' indicazione per Montacuto dove si sale su pendenze più o meno dure fino ad attraversarlo, ma la salita continua, sono circa 7 i km da percorrere per arrivare a Sant' Albano dove poi la strada del ritorno è segnata: Torre degli alberi, Carmine e Valle Scuropasso.

Domenica 25 Agosto.

Partenza anche oggi per raggiungere le terre al di là dell' Eridano, arrivo a Stradella e risalgo la valle Versa, deviazione per Golferenzo, poi per Volpara dove salgo ancora fino a Cà Nova e Moncasacco sulla stradina che poi scende su Pometo.
Oggi sembra autunno inoltrato, si pedala tra le nuvole basse, un po' di pioviggine e non incontro anima viva, inteso come ciclisti, fino a Crocetta.
Proseguo fino a Francia poi decido, c'è ancora tempo per una discesa su Bosco Casella e una salita da Scorzoletta per poi raggiungere Broni da Cigognola.
A questo punto si punta verso casa, l' ora dovrebbe essere propizia per trovare compagnia per il ritorno, ho incrociato Ezio, stranamente da solo, possibile che non ci sia in giro nessun altro del Team?
Detto fatto tra Moranda e Mezzanino sento una voce famigliare, Michele che mi urla di entrare, e c'è anche Paolo, Capo e Daniele, più qualche altra faccia amica e sembrano tutti belli in forma... e non sono soli, sono parte di un bel bel gruppetto di assatanati.
Non era proprio nei miei piani ma alla fine mi ritrovo a farmi maltrattare.
La strada passa veloce, non so neanche che velocità si stanno toccando, oggi ho pure lasciato a casa il contachilometri perchè non volevo avere il minimo condizionamento.
Giunti a Mirabello il gruppo svolta e c'è chi mi ragguaglia sulla media tenuta fino a quel momento che è ben oltre i 40 orari, e comunque i miei compagni, e non solo, ci danno ancora dentro... non mi resta che soffrire un altro poco

Cesco

martedì 6 agosto 2013

Foto giro mtb.






                                      


                                     





                                                                                 
                                   
















lunedì 5 agosto 2013

MTB a spinta...









Domenica 4 Agosto.


Raggiunto Andrea, al solito posto in collina, e dopo aver sistemato il mezzo cominciamo a pedalare direzione Pietra Corva, in poco tempo siamo già sui sentieri che aggirando il roccione ci portano sul già battuto sentiero 101.
Oggi siamo in sella alle nostre mtb, il percorso, da me creato, nasce per desiderio di chiudere il cerchio che l' anno scorso ci ha visto "perderci" nel bosco sopra il lago di Trebecco e tornare mesti sui nostri passi.
Ma questa volta tutto è pianificato, traccia costruita sulla rete sentieristica ufficiale dell' Emilia-Romagna, si va a botta sicura... quasi...
Raggiunto il 101 lo seguiamo sulla cima del monte Mosso e poi del monte Lazzaro dove al bivio prendiamo a sinistra verso Sevizzano.
La discesa dal Lazzaro comincia con un tratto molto ripido passato il quale la discesa, fatta eccezione per qualche momento pietroso, si fa abbastanza scorrevole.
Passato Sevizzano ancora un po' di discesa, attraversiamo l' asfalto e siamo subito in faticosa salita tra i campi, mtb a spinta, verso Marzonago.
Stiamo puntando verso la rocca d' Olgisio che ogni tanto appare all' orizzonte, procediamo con fatica tra strade di campagna, sentieri più o meno pedalabili e per nulla pedalabili, ma niente in confronto a quello che ci aspetta.
Incrociata la strada che da Pianello sale a Pecorara, testardamente decisi a seguire la traccia creata, prendiamo di petto il sentiero che sale al monte Aldone, sentiero prettamente escursionistico, quindi ancora mtb a spinta fin sotto alla cima dove,  finalmente imbocchiamo il sentiero di discesa che dopo un po' di pietrume, anche qui si fa più scorrevole e divertente.
Ora dobbiamo risolvere il problema idratazione, scarso d' acqua durante il percorso abbiamo esaurito le scorte idriche, riusciamo a riempire le borracce presso la prima casa che troviamo lungo la discesa e poi sosta a Nibbiano per qualcosa di fresco.
Ripresa la via tagliamo lungo i campi fino ad incrociare la strada che sale a Trebecco, fatto un po' d' asfalto insistiamo e tagliamo per un sentiero che fa parte dell' ippovia, ippovia di sto c---o, semi invaso dalle erbacce ci ritroviamo ancora a spingere la mtb su campi con pendenze improponibili così giunti finalmente a Trebecco completamente disidratati rieccoci al bar a bere come due cammelli... e non è finita.
Ricominciamo a pedalare, dobbiamo traversare le colline direzione monte Lazzarello, la strada sterrata, lasciato Trebecco, sale con pendenze pedalabili, intanto il sole è proprio sopra le nostre teste, ma ecco che ad una curva la nostra traccia ci porta di nuovo sulla ippovia di sto... ma la smettete di far fare tutta sta fatica a sti cavalli?
Comunque eccoci di nuovo a spingere e non poco, sfruttiamo appena possibile i tratti pedalabili, fino a che ci agganciamo al sentiero che dal Lazzarello ci porta rapidamente e in sella, alla chiusura dell' anello.
Percorso di 40 km e circa 1600 m. di dislivello, pochissimi tratti d'asfalto, può però essere reso più pedalabile nella parte del monte Aldone, seguendo il sentiero n°2 per mtb e secondo me anche, in parte, nella traversata da Trebecco al Lazzarello.

Cesco


lunedì 29 luglio 2013

Qualche foto del giretto...










Doppio passo Penice, passo Crociglia e Mercatello.




Sabato 27 Luglio


Idee tante ma i pianeti non sono ancora allineati e bisogna aspettare... quindi... butto giù un itinerario al volo e come gli assassini, che tornano sempre sul luogo del delitto, sarà ancora la val d'Aveto ad ospitarci, almeno per un po'.
Parto di buon ora e lasciato il mezzo motorizzato poco prima di Romagnese mi dirigo pedalando verso il paesello dove c'è Andrea ad attendermi.
Subito al passo del Penice, raggiungiamo Bobbio e poi, come al solito, si percorre la val Trebbia fino a Marsaglia dove la val d'Aveto ci attende.
La risaliamo, anche oggi, fino al punto più panoramico della Madonna del roccione, dove il torrente corre parecchi metri sotto di noi, da lì proseguiamo fino ad un tunnel, passato il quale, sulla destra troviamo le indicazioni per l'abitato di Boschi e Torrio.
La svolta a destra fa pensare erroneamente che la direzione vada verso la val Trebbia, ma la piccola stradina sale e subito curva verso la val di Nure, tra l'altro sale decisa, con  pendenze intorno al 10%, fino a Boschi dove si fa più pedalabile.
La stradina prosegue per diversi chilometri sotto l' ombra di un bel bosco che pian piano si dirada lasciandoci pian piano saggiare il calore del sole che oggi non promette nulla di buono, infatti, a Torrio, la sosta alla fresca fonte del paese con doccia incorporata è d' obbligo.
Siamo circa a metà dei 10 km della salita che ci porterà alla nostra meta, il passo Crociglia, e a quanto pare Torrio segna la fine delle dolci pendenze, infatti gli ultimi chilometri passano dal 9 all' 11% fino ad arrivare ai quasi 1500 metri del passo con vista sul vicino monte, che se non erro si chiama,  Ciapa Liscia... bellissimo nome.
Una breve discesa e siamo nell' alta val di Nure che continuiamo a discendere fino alla svolta per il passo del Mercatello, intanto il clima si fa sempre più torrido.
Siamo già saliti al Mercatello qualche anno fa da Ferriere, oggi però svoltiamo sulla strada che porta al passo transitando da Casaldonato dove speriamo di trovare un bar... serve qualcosa di fresco.
Niente da fare, no bar no party e quindi altra doccia a una delle fonti del paese prima di affrontare gli ultimi km di salita
Passato il Mercatello sosta coca cola assolutamente necessaria in quel di Noce per poi continuare la discesa verso Marsaglia per riguadagnare la val Trebbia e la via del ritorno.
Scendendo si percepisce il calore che aumenta, ad ogni tornante sembra che la temperatura si alzi di un grado e arrivati in valle la stretta del caldo è decisamente poco piacevole, ennesima doccia a Marsaglia e raggiunto Bobbio ci prendiamo qualche minuto buono per ristorarci al bar dove decidiamo il da farsi.
Ok, decisione presa, si sale ancora al passo Penice, oggi doppia ascesa, ma adesso la cosa si fa dura, il sole è allo zenit, pedalare diventa un impresa e in più la salita da Bobbio proprio non mi piace, non mi è mai piaciuta, noiosa e assolata... sempre... oggi più che mai.
A metà strada altra doccia in un lavatoio, peccato che l' acqua non sia potabile, ma un autoctono ci offre di riempirci la borraccia che più che per dissetarci usiamo per rinfrescarci il coppino.
Qui si rischia la disidratazione, facciamo che per sicurezza ci fermiamo allo chalet della volpe per bere qualcosa... magari una birretta... e adesso sì che si può finalmente arrivare al passo in allegria e spararsi gli ultimi km in discesa in scioltezza eeeeeeeeeee voilà... finito.
Quasi 140 km per circa 3600 metri di dislivello, temperature torride, una doccia ad ogni fontanella e una bibita ad ogni bar per portar a casa la pelle, sto giretto c'è costato un patrimonio...

Cesco

A preso qualche foto...



lunedì 22 luglio 2013

20 Luglio

Sabato 20 Luglio

Anche oggi Oltrepò in attesa di nuovi orizzonti, ho una mezza idea del giro ma sono partito un po' in ritardo rispetto a quel che avrei voluto e quindi vedrò quanto veloce corre il tempo, visto che ho promesso di rincasare per mezzogiorno.
Giunto a Broni mi dirigo in direzione Casteggio fino ad incrociare la salita per Oliva Gessi che seguo fino alla svolta per Calvignano.
Dopo una dura salitella raggiungo il paese e da qui scendo a Borgo Priolo e poi salgo, sotto lo sguardo attento di un capriolo, direzione Lago per la traversa che porta in val Schizzola.
Alla fine fatti due calcoli decido di risalirla fino a Fortunago, del resto stamattina su questa stradina c'è abbondanza di compagnia, tutti i ciclisti sembrano essere qui.
Fortunago, Costa Cavalieri, Torre degli alberi, Carmine e discesa dalla valle Scuropasso, sempre peggio sta discesa, non c'è che dire, e raggiunta Broni si torna a casa.
Sarà il caldo ma questi km che separano dalle colline cominciano a darmi la nausea, mi danno tanto la nausea che Domenica mi sveglio e il solo pensiero di rifarli mi fa lasciare la bicicletta in garage, e sarà meglio trovare qualche stimolo perchè altrimenti lì rimane.

Cesco